Il consumo di frutta secca è raccomandato per i benefici nutrizionali come l’alto apporto di proteine di qualità, grassi insaturi e vitamine. Tuttavia, come per tutti gli alimenti, un consumo eccessivo di frutta secca potrebbe determinare effetti indesiderati per la salute, andando ad azzerare i vantaggi sotto il punto di vista nutrizionale.
Quindi, è importante capire perché non dovresti mangiare troppa frutta secca, comprendere le potenziali conseguenze, apprendere le giuste quantità e come inserirle correttamente in una dieta sana e bilanciata. Uno dei rischi associati a un consumo eccessivo di frutta secca è connesso all’apporto calorico perché sono alimenti energetici, arrivando facilmente a un surplus calorico.
Di conseguenza, l’aumento di peso è dietro l’angolo. Si consiglia perciò di limitarsi a 30 grammi di frutta secca al giorno. Un altro aspetto da considerare riguarda l’apporto di fibre. Sebbene esse siano essenziali per il corretto funzionamento dell’apparato gastrointestinale, un loro eccesso può causare disturbi come gonfiore addominale, diarrea o costipazione.
Mangiare troppa frutta secca: l’apparato cardiovascolare
La frutta secca è molto apprezzata per il suo contenuto di grassi insaturi che svolgono un’azione benefica per la salute cardiovascolare. Ma un apporto eccessivo può avere l’effetto contrario. Ad esempio, le arachidi contengono un acido grasso omega 6 che, in quantità elevate, può favorire stati infiammatori nell’organismo, aumentando il rischio di patologie cardiovascolari.
L’apporto calorico del mangiare troppa frutta secca può contribuire all’aumento del livello del colesterolo LDL, cioè quello cattivo, nel sangue. Ciò favorisce l’accumulo di placche a livello delle arterie, aumentando il rischio di aterosclerosi e altre importanti patologie cardiovascolari. Per mantenere una buona salute cardiovascolare, occorre attenersi alle dosi di frutta secca raccomandate.
E’ importante anche considerare la qualità della frutta secca che mangiamo. Se questa qualità è bassa o se la frutta secca non è stata conservata correttamente possiamo trovarci alle prese con quantità eccedenti di sale e zuccheri aggiunti che possono influire in modo negativo sul metabolismo basale e sulla pressione arteriosa.
La sicurezza alimentare della frutta secca
Connessa alla bassa qualità della frutta secca che decidiamo di consumare c’è anche un’altra questione, spesso trascurata, e che riguarda il contenuto di contaminanti. Diverse ricerche hanno riscontrato la presenza di metalli pesanti nella frutta secca e in vari tipi di frutta disidratata. Ecco allora che consumare i 30 grammi di frutta secca raccomandati riduce il rischio di esposizione a queste sostanze.
Inoltre, la frutta secca può essere esposta a contaminazione da micotossine, sprigionate in caso di cattive condizioni di conservazione di questo alimento. Le micotossine possono avere effetti negativi sulla salute e, a lungo andare, espongono a rischio cancerogeno. Si consiglia pertanto di conservare la frutta secca in luoghi freschi e asciutti.
Un consumo eccessivo di frutta secca può provocare intolleranze e reazioni allergiche, con sintomi che vanno dalle lievi irritazioni a reazioni anafilattiche gravi. Oltre a non mangiare frutta secca in quantità smodate, è importante scegliere prodotti biologici, certificati e sottoposti a rigidi controlli di qualità per minimizzare tutti i rischi visti finora.
Beneficiare dei valori nutrizionali della frutta secca
Per trarre il massimo beneficio dagli ottimi valori nutrizionali della frutta secca, senza incorrere in effetti indesiderati per la salute, occorre rispettare e non superare le dosi raccomandate da medici e nutrizionisti per un consumo giornaliero, che abbiamo visto si aggira intorno ai 30 grammi, equivalente a una manciata di frutta secca.
Allo stesso modo, è importante la tipologia di frutta secca che deve includere una varietà tra noci, nocciole, pistacchi, mandorle ognuna dotata di un profilo nutrizionale distintivo. Diversificare significa garantire un apporto equilibrato di nutrienti da cui trarre beneficio. Ad esempio, le noci sono ricche di acidi grassi omega 3, mentre le mandorle si distinguono per l’alto contenuto di vitamina E.
Infine, prestate attenzione alla qualità di frutta secca che decidete di acquistare. Meglio scegliere frutta secca senza sale e senza zuccheri aggiunti, proveniente da coltivazioni biologiche per ridurre il contenuto di additivi e contaminanti. Prediligere le confezioni che riportino certificazioni di qualità del prodotto, evitando quelli di fascia economica bassa.
In conclusione
Per concludere, il consumo di frutta secca rappresenta sicuramente un fattore benefico per la salute dell’organismo, se fatto con criterio e con moderazione. Mangiare troppa frutta secca aumenta l’introito calorico giornaliero, con conseguente aumento di peso, può causare disturbi gastrointestinali, squilibri nel profilo lipidico e ripercussioni per la salute cardiovascolare.
La moderazione e la varietà sono i due fattori chiave per ottenere i massimi benefici dal consumo di frutta secca e trarre vantaggio dalle loro sostanze nutrienti, senza incorrere in rischi per la salute e il benessere del corpo. Chi si trova in condizioni di salute particolari, chi segue una dieta ipocalorica e chi presenta intolleranze e allergie deve prima consultare un medico per informarsi sul corretto consumo di frutta secca.