Quando si parla di riso basmati viene subito l’acquolina in bocca! Si tratta di una delle tipologie di riso più conosciute e apprezzate in tutto il mondo per il suo gusto “morbido” e aromatico e per la sua versatilità. Come vedremo nei paragrafi successivi, il riso basmati è una particolare varietà di riso facilmente riconoscibile.
In effetti, presenta delle caratteristiche che lo rendono, già alla vista, inconfondibile. Inoltre, il suo gusto è diverso da altre varietà di riso per cui viene impiegato con successo in innumerevoli ricette. Il riso basmati è ormai utilizzato in tutto il mondo anche se è originario di determinate e specifiche zone.
Proseguendo con la lettura del presente articolo, approfondirai l’argomento scoprendo l’origine, le caratteristiche fisiche e nutrizionali del riso basmati, le tipologie di cottura cui può essere sottoposto con un focus particolare a quelle che consentirebbero di far sì che tale alimento possa avere un effetto benefico riguardante i valori glicemici.
Il riso basmati: origine e caratteristiche
Il riso basmati è una tipologia di riso originaria delle zone dell’India e del Pakistan ma ormai conosciuto ampiamente in tutto il mondo e consumato in svariate ricette. Attualmente, gli areali principali di coltivazione si troverebbero nelle regioni del nord dell’India (come il Punjab) e nelle vicine zone del Pakistan.
Tale varietà di riso si presenta con chicchi dalla forma allungata che lo distinguono dalle altre tipologie di riso e con aroma fragrante. Il termine basmati, infatti, sembrerebbe significare, nella lingua hindi, “profumato”. L’aroma che il riso basmati sprigiona durante la cottura sembrerebbe derivare dalla presenza, al suo interno, di sostanze volatili caratteristiche.
Il riso basmati, quindi, per le caratteristiche riportate sopra, rappresenterebbe un alimento versatile e aromatico, che può essere impiegato per numerose ricette e preparazioni in cucina. Ma non è finita qui… Le proprietà nutrizionali di tale varietà di riso, riportate di seguito, lo renderebbero adatto per particolari situazioni e diete specifiche.
Proprietà nutrizionali del riso basmati
Come vale per le altre tipologie di riso, anche il riso basmati rappresenta una valida fonte di importanti macronutrienti, i carboidrati complessi che, di per sé, rispetto agli zuccheri semplici, sembrerebbero non alzare in maniera rapida i valori della glicemia. Oltre ai carboidrati, altri sono i nutrienti del riso basmati.
Tanto per citarne alcuni, possiamo trovare le fibre, soprattutto se integrale, le vitamine, quali le vitamine del gruppo B, e sali minerali come magnesio e potassio. All’interno del riso basmati non è presente glutine e quindi può essere consumato anche da chi soffre di celiachia. Inoltre, risulta scarsa la quantità di grassi.
Il basso contenuto in grassi, da una parte, renderebbe il riso basmati idoneo per chi presenta colesterolo alto, la presenza di fibre, dall’altra, migliorerebbe la digestione e favorirebbe il transito intestinale. Inoltre, la presenza in concentrazioni discrete, di vitamine del gruppo B lo renderebbe utile per il metabolismo energetico dell’organismo.
Scopri come cucinare il riso basmati
Come già accennato nei paragrafi precedenti, il riso basmati è un alimento versatile in cucina. La possibilità di essere cucinato in svariati modi, con tempistiche e procedure differenti, lo rendono adatto alle varie esigenze e necessità di ognuno. Inoltre, il gusto aromatico lo fa solitamente apprezzare a grandi e piccini.
La cottura più comune è la cottura a vapore che consiste nel porre il riso in ammollo in acqua e cuocerlo impiegando una strumentazione apposita, la vaporiera, per circa venti minuti. In alternativa, ad esempio nel caso in cui non si avesse a disposizione una vaporiera, potrebbe essere interessante cuocerlo tramite bollitura.
Per effettuare la tipologia di cottura appena citata, è sufficiente portare ad ebollizione acqua e sale e aggiungere il riso precedentemente sciacquato sotto acqua corrente. La cottura, in questo caso dovrà essere prolungata per circa 10 minuti. Prima di poter servire in purezza, sarà necessario scolare in maniera accurata l’eccesso di acqua.
Riso basmati e controllo della glicemia: la migliore cottura
A differenza delle altre tipologie di riso, il riso basmati presenterebbe un indice glicemico minore che, quindi, lo renderebbe adatto per l’inserimento in particolare tipologie di dieta, come quella per il controllo della glicemia, o, più in generale, in diete caratterizzate da leggerezza ed equilibrio tra le varie categorie di macro e micronutrienti.
Alcuni accorgimenti, tuttavia, potrebbero essere ulteriormente utili per ridurre l’influenza di tale alimento sulla glicemia: è il caso di un ammollo prolungato, oltre i trenta minuti, e la cottura tramite bollitura (che favorisce il rilascio di amido). Questo articolo è puramente a carattere informativo e non si sostituisce al parere del medico.